Il mio blog… Macco(/Marco)&dintorni…

“Giocare con il mio nome e con quello del piatto che più mi “rappresenta” è stato del tutto naturale, mi è bastato cambiare una consonante ed è venuto fuori il nome del mio blog, dove vi racconterò della mia cucina, dei miei piatti.

Il macco di fave è uno dei piatti della tradizione che sono certo non uscirà mai dalla mia cucina.

Credo che mi rappresenti perché sono stato fra i primi a prepararlo a Noto e in provincia ispirato da mia nonna e da mia mamma (che era ancora in cucina con me, in trattoria), quando più di 10 anni fa, chiacchierando con loro di piatti “buoni” della tradizione, mi hanno parlato del macco di fave, di una variante disidrata e poi fritta.

Incuriosito, ho iniziato a farlo, incappando in diverse problematiche sulla cottura… ho cominciato mettendo a mollo le fave la sera prima, come si fa generalmente con gli altri legumi, ma mi sono accorto che la fava perdeva le sue proprietà. Ho provato diversi altri metodi di cottura, fino ad arrivare a quelli di oggi.

L’ho inoltre arricchito aggiungendo dei piselli, per dare al piatto un accento “cromatico”, perché le fave secche da sole avevano un colore un po’ indefinito, e per la dolcezza dei piselli che conferiscono una nota più elegante…

Ho aggiunto una semplice quenelle di ricotta, perché credo che in un piatto così del formaggio ci voglia sempre, e poiché potrebbe dare fastidio mangiarlo da solo, ho aggiunto una parte croccante, una mollica grassa insaporita con aromi e “atturrata” con il finocchietto e abbondante olio extravergine.

Con il tempo è diventato uno di quei piatti sui quali lavoro costantemente per averlo sempre al top. È un piatto con il quale convinci anche i bambini di 5 anni, che generalmente sono restii a mangiare in un ristorante, invece lo mangiano volentieri e si divertono.

Nasce come antipasto, che preparo con un fondo di cipolla, peperoncino e finocchietto.

Si può servire anche con la pasta, se richiesto, e senza la mollica può diventare un buon primo piatto qualora dovessero esserci problemi di celiachia.

Adesso è arrivato il momento di realizzare la ricetta originale della nonna: disidratato, panato e fritto… sarà nostra cura tenervi al corrente dei progressi fatti!”

Marco Baglieri

macco