Una “mano” dal nord al Ristorante Crocifisso

Nella cucina del Ristorante Crocifisso ogni tanto arrivano giovani stagisti, provenienti per lo più dagli istituti alberghieri, per apprendere e potenziare le loro competenze… Nel luglio scorso è arrivato il diciassettenne Nicholas Lentini, originario di Noto, ma nato e cresciuto a Treviso, dove frequenta l’istituto alberghiero.

È stata un’esperienza che ha dato molto non solo a Nicholas, ma anche a tutto lo staff del Crocifisso. Avere Nicholas in cucina, è stato molto importante per noi.

In estate si lavora moltissimo e lui fin da subito si è adattato ai ritmi del ristorante e ha dimostrato di avere grandi capacità di apprendimento e soprattutto una buona tecnica.

È stato naturale per me confrontare questa esperienza con quella fatta con altri alunni provenienti dagli istituti alberghieri della Sicilia. Ho notato, infatti, che i “nostri” ragazzi, pur avendo molta voglia di imparare hanno una preparazione poco tecnica e molto teorica, questo perché penso che, in molti casi, nonostante abbiano degli ottimi insegnanti, manchi il contatto diretto con le strutture ricettive e con i ristoranti.

Gli allievi dovrebbero trascorrere molto tempo nelle cucine dei ristoranti e partecipare a eventi e a lezioni dimostrative con diversi chef, per apprendere direttamente le numerose tecniche che non possono essere apprese fra i banchi di scuola…

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Anche Nicholas ha voluto parlare del suo stage:

“Conoscevo di fama lo chef Marco Baglieri, incuriosito, ho deciso di mandare il mio curriculum e sono stato preso.

Ho appreso molte cose al Ristorante Crocifisso, fin dal primo momento non ho potuto fare a meno di notare l’importanza data alla materia prima e il rispetto per la cucina tipica siciliana, un mare di sapori equilibrati fra loro e sublimi…

La cucina dello chef è curata in ogni passaggio: dalla conservazione, alla lavorazione fino al servizio al cliente, che può vivere una vera e propria esperienza di gusto.

Oltre alla tecnica ho appreso anche la forza dell’unione della brigata, l’importanza dell’aiuto reciproco, del saper ascoltare e del confronto, soprattutto tra due culture di cucina diverse come la mia e quella dello chef.

La Sicilia è la mia terra e Noto la mia città, l’occasione di poter affiancare uno chef così è stata unica e l’esperienza vissuta in questo ristorante, che definisco come un viaggio alla scoperta della tradizione e dei sapori, la porterò sempre con me.

Sono molto contento di aver fatto questa esperienza che mi è servita per confermare ancora di più la passione per questo lavoro, iniziata da piccolo quando per un breve periodo ho frequentato il ristorante che mio padre allora possedeva, quel poco di tempo che però è bastato per farmi capire che sarebbe stata la mia strada e che continua ancora grazie alla scuola che frequento.

L’alberghiero di Treviso, infatti, è un tipo di scuola che offre parecchie possibilità agli studenti per comprendere il mondo della cucina, grazie alla professionalità dei docenti e agli stage, ai concorsi, agli eventi e alle lezioni dimostrative con grandi chef a cui possono prendere parte. Fin dai primi anni veniamo inseriti nel mondo del lavoro e ciò ci permette di uscire dal ciclo di studi con un curriculum e numerose opportunità lavorative.

Farò tesoro di tutto ciò soprattutto quando, dopo il diploma, cercherò lavoro nelle cucine più belle d’Italia e estere e quando più avanti riuscirò a coronare il mio sogno di aprire un ristorante tutto mio…”